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VIAGGIO IN GIAPPONE


Qualche giorno fa sono andato a trovare l’amico Caizzone Mario nel suo ufficio e sulla sua scrivania ho notato il bollettino del Rotary Club of Tokyo. Naturalmente, scritto in giapponese, ha attratto immediatamente la mia curiosità e ho chiesto a Mario quando vi fosse andato e l’altra domanda ovvia è stata: “Ma come ti sei trovato ospite del Rotary Club of Tokyo?”.
Mario mi ha confermato di essere stato invitato diverse volte dal Rotary Club of Tokyo dal Sig. Akira Horie che, fra l’altro, tre anni fa è stato ad una nostra conviviale. Il Sig. Horie è anche associato nell’attività di Mario in Giappone.

Come capita a molti soci che per motivi di lavoro sono costretti (piacevolmente) a visitare molti paesi in giro per il mondo, anche Mario si è trovato per interessi professionali, e non, ad essere a Tokyo. E così si è trovato anche ad avere un cospicuo numero di amici rotariani, e non. Grazie anche ai suoi numerosi amici è riuscito a carpire la calorosità ed affettuosità dei giapponesi, che spesso si cela dietro alla loro riservatezza.

Il Rotary Club of Tokyo è uno dei più importanti Rotary Club del Giappone per il numero di soci, oltre 400. Alla conviviale del 3 giugno scorso, a cui ha partecipato l’amico Caizzone, erano 333. Spesso alle conviviali vi sono diversi ospiti stranieri e anche per questo motivo, a tali ospiti, viene fatta la traduzione simultanea in inglese. Mario mi diceva, fra l’altro, che dato l’elevato numero di soci hanno una dozzina di hostess per gestire le conviviali. All’ultima conviviale era intervenuto come ospite il Presidente dell’associazione dei lottatori di sumo; a dicembre 2008 era invece intervenuto il campione mondiale di tennis dei paraplegici, che è un giapponese.

Mario mi diceva che i soci di questo Club sono molto impegnati nel sociale, tant’è che subito dopo le conviviali, che si tengono all’ora di pranzo, molti soci rimangono per discutere dei loro service.

Tra le tante belle foto che Mario aveva sulla scrivania, una in particolare mi ha colpito ed è quella che il Rotary Club of Tokyo ha scattato al loro ospite e che è stata poi inviata unitamente al loro bollettino.

Naturalmente, è quasi doveroso chiedere a Mario come vivono in Giappone questa crisi mondiale. Mi faceva notare che anche lì la crisi si sente, ma si esprimono con positività.

Ho chiesto all’amico Caizzone Mario se la cucina giapponese che viene proposta nei ristoranti in Italia ha qualcosa a che vedere con quella del Giappone. Scherzosamente ha risposto dicendo che quello che viene proposto in Italia è un centesimo della vera cucina giapponese. Cucina di grande tradizione, con ricette a noi sconosciute, ma decisamente superlative. Sappiamo che la cucina giapponese è tutta a base di pesce, ma non manca la carne, in modo particolare la famosa carne di “kobe” che è qualcosa di molto speciale. I vitelli vengono allevati anche con una dose giornaliera di birra e massaggiati da esperti massaggiatori affinché il grasso venga ben distribuito.

Non mi rimane che chiedere a Mario e Yuko quando torneranno in Giappone. Visti gli impegni di lavoro, a brevissimo (entro l’estate), sarà di nuovo in Giappone.

Naturalmente per quest’intervista ho dovuto invitarlo a colazione. Fortunatamente era in dieta!!! E si vede!

 

Articolo pubblicato su Convoy, Bollettino Rotary Club Milano Scala, n. 9/maggio 2009 anno rotariano 2008-2009

 

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